PATOLOGIE DOLOROSE DEL PIEDE

Patologie dolorose del piede: cause, sintomi e soluzioni


Il dolore al piede è una delle problematiche più diffuse in ambito podologico e può influire in modo significativo su postura, camminata e qualità della vita. Spesso viene sottovalutato, ma nella maggior parte dei casi è legato a precise patologie del piede che richiedono una valutazione specialistica.


Tra le condizioni più comuni troviamo:


  • Metatarsalgia e neuroma di Morton
  • Fascite plantare
  • Alluce valgo
  • Spina calcaneare


Queste patologie possono provocare dolore sotto l’avampiede, al tallone o nella zona dell’alluce, con sintomi che tendono a peggiorare durante la camminata, la corsa o le lunghe ore in piedi.


Nella maggior parte dei casi, il problema è collegato a un’alterazione dell’appoggio plantare, a un sovraccarico biomeccanico o a uno squilibrio posturale. Per questo motivo è fondamentale individuare con precisione la causa del disturbo attraverso una valutazione podologica approfondita.


In questa sezione analizziamo nel dettaglio le principali patologie dolorose del piede, spiegandone:


  • le cause più frequenti
  • i sintomi da riconoscere
  • le possibili conseguenze nel tempo
  • le soluzioni conservative più efficaci


Comprendere l’origine del dolore è il primo passo per tornare a camminare senza limitazioni e prevenire recidive.




Metatarsalgie e Neuroma di Morton: cos'è, cause, cura e rischio


Cos’è la metatarsalgia?


La metatarsalgia è una delle più comuni cause di dolore all’avampiede. Si manifesta con bruciore, fitte o sensazione di corpo estraneo sotto le teste metatarsali, ovvero nella parte anteriore della pianta del piede.


Si tratta di una sindrome dolorosa legata a un sovraccarico delle strutture ossee e articolari dell’avampiede, spesso dovuto a un’alterazione dell’appoggio plantare.


Le cause


Le teste dei metatarsi dovrebbero appoggiarsi al suolo in modo uniforme per garantire una corretta distribuzione dei carichi durante il passo.

Quando uno o più metatarsi si abbassano (condizione detta caduta metatarsale), si crea un sovraccarico localizzato che inizialmente provoca:


  • callosità e ipercheratosi
  • infiammazione dei tessuti
  • dolore anche intenso durante la camminata


La metatarsalgia è più frequente nei piedi cavi o in presenza di squilibri posturali. Può comparire a qualsiasi età e tende a migliorare con il riposo, ma se non trattata può diventare cronica.


Cura e trattamento


Il primo intervento consiste nell’utilizzare calzature adeguate, con spazio sufficiente per l’avampiede ed evitando tacchi alti o scarpe troppo strette.

Nelle fasi iniziali possono essere utili:


  • cuscinetti metatarsali morbidi
  • plantari in silicone
  • plantari conformati per ridurre il carico nella zona dolorosa


Tuttavia, trattandosi spesso di un problema meccanico cronico, la soluzione più efficace è il plantare su misura, progettato per:


  • redistribuire i carichi
  • correggere l’appoggio
  • ridurre il sovraccarico sulle teste metatarsali


Le ortesi personalizzate risultano più sottili, meglio tollerate e utilizzabili nella maggior parte delle calzature con soletta estraibile.

Una volta ridotta l’infiammazione, è spesso possibile indossare occasionalmente scarpe più eleganti senza avvertire dolore significativo.


Quando sospettare un Neuroma di Morton?


Se il dolore è particolarmente intenso, profondo e localizzato tra il terzo e il quarto metatarso, potrebbe trattarsi di Neuroma di Morton, ovvero un ispessimento del tessuto attorno a uno dei nervi interdigitali.


I sintomi tipici includono:


  • fitte improvvise
  • bruciore
  • sensazione di scossa elettrica
  • dolore accentuato nella fase finale del passo


In questi casi è consigliabile effettuare una valutazione specialistica ed eventuali esami strumentali per una diagnosi corretta.


Metatarsalgia: cosa fare quando brucia l’avampiede o fa male


La metatarsalgia è spesso causata da un sovraccarico nella parte anteriore del piede. Quando compare bruciore o dolore sotto le teste metatarsali, è importante intervenire tempestivamente.


Per alleviare i sintomi puoi:


✔ Evitare scarpe strette, a punta o con tacco alto
✔ Preferire calzature con buona ammortizzazione e sostegno dell’arco plantare
✔ Utilizzare un cuscinetto metatarsale morbido per redistribuire i carichi
✔ Ridurre temporaneamente attività sportive ad alto impatto (corsa, salti)
✔ Applicare ghiaccio localmente dopo camminate prolungate
✔ Evitare di mantenere i piedi in posizioni stressanti per lunghi periodi (in punta, su scale, su appoggi instabili)
✔ Non camminare a piedi scalzi su superfici rigide, anche se inizialmente danno sollievo
✔ Concedere al piede adeguato riposo nelle fasi di dolore acuto
✔ Applicare, se necessario, prodotti ad azione antinfiammatoria locale (anche a base naturale come arnica)


Queste misure aiutano ad alleviare il dolore all’avampiede, ma se il disturbo tende a ripresentarsi è fondamentale correggere la distribuzione dei carichi con un plantare adeguato.

Fascia plantare

Striscia adesiva anelastica a base di esteri cetilici (CFA) ad azione locale per ridurre la sintomatologia dolorosa causata da affezioni muscolari e/o scheletriche.

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Fascite plantare: cos’è, cause, cura e rischio



Cos'è la fascite plantare?


La fascite plantare è un’infiammazione della fascia plantare, una spessa banda di tessuto che si estende dalla zona mediale del calcagno fino alla base delle dita del piede.


Il dolore associato può manifestarsi in modi diversi: spesso viene descritto come “migratorio”, cioè può comparire al centro del tallone, irradiarsi al centro della pianta del piede fino alle dita, o addirittura risalire lungo la parte posteriore della gamba. Il dolore spesso compare più acuto quando la muscolatura è fredda (la mattina quando ci si alza o dopo essere stati seduti a riposo per qualche tempo) per poi allievarsi quando la muscolatura si è scaldata con il cammino o con le normali attività giornaliere..


L’intensità del dolore varia da persona a persona: può essere molto acuto, tanto da impedire anche una semplice camminata o la corsa, oppure più lieve e intermittente. In ogni caso, la fascite plantare non va sottovalutata, perché senza un trattamento adeguato tende a cronicizzarsi.

Le cause della fascite plantare


La fascite plantare nasce principalmente da un sovraccarico della fascia plantare e può avere diverse origini:


  • Traumatiche: tipiche di sport che prevedono spinta, salti e shock ripetuti al piede, come corsa o pallacanestro.
  • Biomeccaniche o morfologiche: legate a problemi di appoggio come piedi piatti, piedi cavi, piede valgo, o rigidità del tendine d’Achille.
  • Altre cause: obesità, sovrappeso, allenamenti errati, calzature inadatte o debolezza muscolare nella gamba.

Cura e trattamento


Il trattamento efficace della fascite plantare si basa su:


  • Riposo e riduzione delle attività che causano dolore, evitando soprattutto di camminare o stare in piedi a lungo su superfici dure.
  • Controllo dell’infiammazione tramite terapie mirate (es. ghiaccio, fisioterapia).
  • Plantari e tallonette: strumenti fondamentali per alleviare il dolore e correggere l’appoggio del piede, permettendo di continuare a svolgere attività sportive, lavorative e quotidiane senza fastidi.


Quando la postura plantare è alterata, il plantare su misura diventa indispensabile per compensare le disfunzioni dell’appoggio e favorire la guarigione dell’infiammazione.

Rischi se non trattata

Se la fascite plantare non viene curata correttamente, può evolvere in condizioni più gravi, come la spina calcaneare, ossia una calcificazione ossea nell’area di inserzione della fascia plantare sul calcagno o sui metatarsi, che causa dolore intenso e limitazioni maggiori nella mobilità.


Consigli pratici per ridurre il dolore della fascite plantare


La fascite plantare è un’infiammazione: per questo motivo, nelle fasi iniziali è fondamentale ridurre il sovraccarico e favorire il recupero dei tessuti.


Per alleviare il dolore è utile:


  • ✔ Ridurre temporaneamente le attività che provocano fastidio
  • ✔ Evitare lunghe camminate su superfici dure
  • ✔ Applicare prodotti ad azione antinfiammatoria locale (anche a base naturale, come arnica)
  • Nelle fasi acute può essere utile associare un prodotto antinfiammatorio locale, anche a base di esteri cetilati (come Cetilar®), per contribuire alla riduzione del dolore.
  • ✔ Effettuare pediluvi in acqua tiepida e salata
  • ✔ Eseguire esercizi specifici di stretching per la fascia plantare e il tendine d’Achille


Questi accorgimenti aiutano a controllare l’infiammazione e a ridurre i sintomi.
Tuttavia, se il dolore tende a ripresentarsi, è importante intervenire anche sulle cause meccaniche che lo hanno generato, come un appoggio scorretto del piede.



Spina Calcaneare: cos’è, cause, sintomi e trattamento


Cos’è la spina calcaneare?


La spina calcaneare (o sperone calcaneare) è una patologia di tipo degenerativo caratterizzata dalla formazione di una calcificazione ossea nella parte inferiore del calcagno.


Il sintomo principale è un dolore trafittivo e pungente al tallone, particolarmente intenso:


  • al mattino, nei primi passi appena scesi dal letto
  • dopo essere rimasti seduti a lungo
  • alla sera, dopo molte ore in piedi


La formazione della spina è generalmente la conseguenza di una infiammazione cronica della fascia plantare, anche quando questa non dà sintomi evidenti. Con il tempo, il continuo stress meccanico provoca un deposito di calcio sull’osso del tallone.


Si tratta di un processo lento, che può svilupparsi nell’arco di mesi.


La spina calcaneare è più frequente negli sportivi che praticano corsa prolungata o attività con salti ripetuti, ma può colpire anche persone sedentarie in presenza di fattori predisponenti.

Le cause della spina calcaneare


Lo sperone calcaneare è spesso il risultato di:


  • micro-strappi ripetuti a muscoli e legamenti del piede
  • stiramenti cronici della fascia plantare
  • sovraccarico della membrana che riveste l’osso del tallone


Le condizioni che favoriscono la comparsa del problema includono:


  • alterazioni dell’appoggio e del passo
  • tensione eccessiva su calcagno, tendini e legamenti
  • utilizzo di scarpe prive di adeguato supporto plantare
  • corsa su superfici dure
  • sovrappeso e obesità


In molti casi, la spina calcaneare è la conseguenza di una biomeccanica del piede non corretta.

Cura e trattamento


Il trattamento della spina calcaneare mira a ridurre l’infiammazione e a correggere il sovraccarico meccanico.


Le principali soluzioni includono:


  • utilizzo di calzature strutturate, con buon supporto dell’arco plantare
  • tallonette morbide in silicone, preferibilmente con scarico differenziato
  • esercizi di stretching specifici per fascia plantare e tendine d’Achille
  • terapie strumentali come laser e ultrasuoni
  • nei casi più resistenti, trattamento con onde d’urto, che riducono l’infiammazione e stimolano la guarigione


Fondamentale è l’utilizzo del plantare su misura, che:


  • riduce il dolore attraverso scarichi mirati
  • corregge l’appoggio del piede
  • interviene sulle cause che hanno generato la spina
  • riduce il rischio di recidiva


Il plantare non agisce solo sul sintomo, ma sulla causa biomeccanica del problema.

Rischi se non trattata


La spina calcaneare è spesso la conseguenza di un disturbo meccanico non risolto.


Se non si interviene sulle cause (sovraccarico, appoggio scorretto, tensione della fascia plantare), il dolore può ripresentarsi ciclicamente e diventare cronico, limitando progressivamente la qualità della vita e l’attività fisica.

Collegamento con la fascite plantare


È importante sapere che, nella maggior parte dei casi, la spina calcaneare è la conseguenza di una fascite plantare che si protrae nel tempo.


L’infiammazione cronica della fascia plantare, infatti, può stimolare la formazione della calcificazione a livello del calcagno. Tuttavia, non sempre è la “spina” in sé a causare il dolore: spesso una parte significativa dei sintomi è dovuta proprio alla persistente infiammazione della fascia.


Per questo motivo, il trattamento non deve concentrarsi esclusivamente sulla calcificazione, ma soprattutto sulla correzione delle cause biomeccaniche e sull’infiammazione della fascia plantare, per ottenere un miglioramento stabile e duraturo.


Non sempre eliminare la spina significa eliminare il dolore.


Spina calcaneare: consigli per alleviare il dolore al tallone


Il dolore al tallone tipico della spina calcaneare è spesso più intenso al mattino o dopo periodi di inattività.


Per attenuare i sintomi può essere utile:


  • ✔ Indossare scarpe con buon supporto dell’arco plantare
  • ✔ Utilizzare tallonette morbide con scarico centrale
  • ✔ Effettuare stretching della fascia plantare e del tendine d’Achille
  • ✔ Evitare superfici rigide per lunghi periodi
  • ✔ Applicare ghiaccio dopo attività prolungate quando la muscolatura è calda



Questi accorgimenti aiutano a controllare l’infiammazione, ma è importante intervenire anche sulle cause biomeccaniche che hanno favorito la formazione dello sperone calcaneare.


Alluce Valgo: cos’è, cause, sintomi e trattamento


Cos’è l’alluce valgo?


L’alluce valgo è una deformazione progressiva del primo dito del piede, che tende a deviare verso le altre dita. Questa deviazione provoca la formazione della cosiddetta “cipolla”, una prominenza ossea sul lato interno dell’avampiede che può diventare dolorosa e infiammarsi a causa dello sfregamento con la scarpa.


Con il tempo, l’alluce valgo può causare:


  • dolore localizzato sull’articolazione dell’alluce
  • arrossamento e gonfiore
  • difficoltà nel trovare calzature comode
  • alterazione dell’appoggio del piede


Si tratta di una patologia evolutiva che, se non trattata, tende a peggiorare progressivamente.

Le cause dell’alluce valgo


L’alluce valgo è più frequente nel sesso femminile e può accentuarsi con l’avanzare dell’età.


Le cause possono essere diverse:


  • predisposizione genetica o alterazioni congenite del piede
  • utilizzo prolungato di calzature strette o con punta affusolata
  • squilibri biomeccanici dell’appoggio plantare
  • piede valgo o eccessiva pronazione
  • patologie come artrite reumatoide o gotta


Contrariamente a quanto si pensa, la scarpa non è quasi mai l’unica causa: nella maggior parte dei casi l’alluce valgo è legato a un problema di appoggio scorretto del piede, che altera le forze durante il passo.

Cura e trattamento


La strategia migliore contro l’alluce valgo è la prevenzione, intervenendo precocemente sui difetti di appoggio e sugli squilibri posturali.


Nelle fasi iniziali i sintomi possono essere lievi, come:


  • indolenzimento sotto la pianta del piede
  • arrossamento nella zona interna dell’avampiede
  • lieve gonfiore


In questa fase è possibile intervenire efficacemente con un plantare su misura, che aiuta a:


  • correggere l’appoggio
  • ridurre il sovraccarico sull’avampiede
  • rallentare l’evoluzione della deformazione


Quando la patologia è già strutturata, il plantare personalizzato può comunque ridurre il dolore e limitare la progressione.


Per alleviare i sintomi possono essere utili anche:


  • protezioni per alluce valgo
  • divaricatori per dita
  • cuscinetti digitali
  • ortesi correttive (rigide notturne o morbide da indossare nelle scarpe)

Rischi se non trattato


Se trascurato, l’alluce valgo può portare a una progressiva degenerazione della struttura del piede, con:


  • dolore costante
  • sovraccarico dell’avampiede
  • deformazioni delle dita vicine
  • difficoltà sempre maggiori nella deambulazione
  • difficoltà nel provare scarpe che riescano a contenere comodamente la deformità del piede


Intervenire precocemente permette di ridurre il dolore e limitare l’evoluzione della deformità, migliorando la qualità della vita.



Alluce valgo: come ridurre dolore e infiammazione


Nelle fasi iniziali dell’alluce valgo, il dolore può essere intermittente ma tende a peggiorare nel tempo se non trattato.


Per ridurre il fastidio puoi:


  • ✔ Scegliere scarpe ampie in punta
  • ✔ Evitare calzature strette o con punta affusolata
  • ✔ Utilizzare protezioni per ridurre lo sfregamento con la scarpa
  • ✔ Applicare ghiaccio in caso di gonfiore quando la muscolatura è calda
  • ✔ Usare divaricatori o ortesi leggere su consiglio specialistico
  • ✔ Pediluvi in acqua tiepida e salta


Questi rimedi aiutano a controllare il dolore, ma per rallentare l’evoluzione della deformazione è importante correggere l’appoggio del piede.



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